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Verdura, meglio cruda oppure cotta? Ti sveliamo finalmente l’arcano su cui tutti discutono da sempre

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Verdura cotta o cruda? – StreetFoodNews

Meglio mangiare verdura cruda o cotta? E qual è la differenza? Scopri con noi la verità su cui molti discutono. 

La verdura fa bene. E questo lo sappiamo tutti. È uno degli alimenti indispensabili della dieta alimentare più sana, di cui deve costituire una buona parte durante la giornata.

Nutrizionisti e dietologi consigliano di accompagnare sempre il pasto da almeno una porzione di verdure. Alcuni la inseriscono addirittura prima di iniziare a mangiare, poiché conferisce un senso di sazietà che aiuta a mangiare meno, e quindi a dimagrire.

Sappiamo quindi che deve essere inserita in ogni dieta sana e bilanciata, e non solo dimagrante. Ma la domanda che molti si pongono è: meglio cotta o cruda?

Ci sono infatti diverse scuole di pensiero. Meglio cuocere la verdura, e renderla più di digeribile. O mangiarla cruda, perché così conserva tutti i nutrienti che altrimenti con la cottura si disperdono? Scopriamo la verità.

Verdura: meglio cotta o cruda?

La prima risposta che possiamo dare a questa domanda è: dipende. Dipende dal tipo di verdura, poiché non sono tutte uguali per proprietà e caratteristiche. Così come non tutte le cotture sono uguali. Per esempio la più indicata resta quella al vapore, poiché l’acqua, e quindi la bollitura, spesso può disperdere e deteriorare le vitamine e le fibre ì, soprattutto di alcuni alimenti come broccoli, verze, cavolfiori e melanzane. Queste ultime poi offrono il meglio quando vengono grigliate.

Alcune verdure invece preferiscono una cottura al microonde, che rende possibile trattenere  le sostanze nutritive. Nel caso dovessi proprio utilizzare come metodo di cottura la bollitura però, cerca di usare meno acqua possibile e per pochissimo tempo, per evitare appunto la perdita di vitamine idrosolubili e di sali minerali.

cottura verdure
La cottura al vapore – StreetFoodNews

Il parere dell’esperto

La  dottoressa Claudia Delpiano, dietista e biologa nutrizionista presso l’IRCCS Policlinico San Donato e il Policlinico San Pietro, ha spiegato a Gazzetta Active: “Alcuni studi hanno persino evidenziato che cuocere le verdure in acqua abbondante, per tempi prolungati, può portare ad una perdita del 90 per cento dei nutrienti”. Ma allora quando la cottura è consigliata?

Per esempio, spiega ancora la dottoressa: “Nel caso delle carote, che contengono betacarotone, o nel caso del pomodoro, ricco di licopene”. Il primo infatti è una vitamina liposolubile, che con il grasso diventa più biodisponibile per cui va benissimo “una cottura leggera, magari con un po’ di olio di oliva o di semi (non extravergine di oliva, però)”. Ma non è tutto. Alcune verdure andrebbero consumate alternando la cottura al mangiarle crude, come nel caso di carote e finocchi. Quest’ultimo infatti: “Oltre ad avere pochissime calorie ha un buon contenuto di vitamina C e di potassio. La vitamina C è termolabile e quindi per ottimizzarne l’assorbimento il finocchio andrebbe consumato crudo, ma la cottura al vapore o al forno sono metodi di cottura più conservativi per il potassio”.