Milano: Delivery Valley (dark kitchen) raddoppia e apre in zona Isola

Milano: Delivery Valley (dark kitchen) raddoppia e apre in zona Isola

Condividi
 

La crisi economica legata al Covid-19 ha modificato gli scenari economici di ogni settore, incluso quello della ristorazione, che è tra i più colpiti. Tuttavia, grazie al supporto della tecnologia e alle intuizioni, questo momento di incertezza può essere trasformato in opportunità. L’idea della “cucina fantasma”  nasce da Alida Gotta e Maurizio Rosazza Prin. Pizze, hamburger, pollo arrosto, ribs e fritti consegnati a casa grazie alla collaborazione con le principali piattaforme digitali di delivery

Così si stanno affermando sempre di più le dark kitchen, ovvero cucine nascoste, che effettuano solo consegne a domicilio. Un vero e proprio fenomeno mondiale, che ha trovato casa anche a Milano con due sedi, in via Col di Lana, 8 ed  in via Valtellina 10.

Innovativa e gustosa start up aperta a giugno 2020, che ha già effettuato più di 10mila ordini e che si definisce come la prima vera e propria dark kitchen italiana, poiché il progetto si basa sin dalla nascita sull’utilizzo della food tech e a differenza di altre realtà già esistenti, non nasce dalla riconversione di un ristorante tradizionale.

Grazie alla collaborazione con le principali piattaforme di delivery, è possibile assaggiare a Milano le creazioni di Alida e Maurizio e del loro nutrito staff. Cinque tipologie di ristoranti virtuali tra cui scegliere, per soddisfare tutti i tipi di palato e cinque marchi, riuniti sotto un’unica grande famiglia.

Si parte dalla pizza in padellino di Lievito Mother F****r, passando per l’esagerato hamburger di Giga Burger e il succulento pollo di Gira Girarrosto, fino ad arrivare a gustosissime costine di maiale in salsa barbecue targate Giga Ribs e Fritt Fighter, croccanti fritti misti di carne e pesce per soddisfare tutte le esigenze culinarie.

Pilastro di Delivery Valley è Alida Gotta, Ceo& Founder, accompagnata dalla sorella Erika, a capo della cucina: «Per me è un grande onore poter collaborare a capo di questa “pink kitchen” con mia sorella. Credo che sia importante che noi donne siamo protagoniste di rivoluzioni e cambiamenti, grandi o piccoli che siano, e che iniziamo a imporre la nostra voce. Il messaggio che vogliamo trasmettere con il nostro progetto è proprio quello di andare avanti, nonostante tutto. Davanti ai momenti di crisi, è importante rimboccarsi le maniche e cercare delle soluzioni per superare questo momento buio».  C.S.