Ai giovani piace lo Street Food e le imprese aumentano

Ai giovani piace lo Street Food e le imprese aumentano

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Negli ultimi 5 anni  – riporta il Corriere della Sera -le attività specializzate sono aumentate, a livello nazionale, del 48,8% (fonte: elaborazione Camera di commercio di Milano).

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città, a partire da Roma e Milano, che contano circa 200 aziende a testa. Ma spiccano anche Torino, Lecce e Napoli. Nel complesso oggi in Italia ci sono quasi 3.000 imprese per un giro d’affari  pari a 19 milioni di euro.

A guidare il boom sono i giovani. Quasi un quarto delle società è stata avviata da un under 35, in primis donne. Rilevante anche la quota degli imprenditori nati all’estero, ai quali si deve la diffusione di dumpling, burrito e falafel.

In primo luogo vi è il tema della concorrenza. In un mercato sempre più affollato diventa difficile trovare un proprio spazio. Se, cioè, sino a un paio di anni fa era sufficiente puntare sull’originalità del prodotto, oggi non basta più. Occorre non solo proporre un’offerta distintiva e di qualità, ma anche costruirvi intorno un progetto coerente.

Si tratta, in altri termini, di curare tutto ciò che ruota intorno al cibo: dal packaging alla formulazione del menù, dalla comunicazione digital all’approccio del personale

In seconda battuta vi è il problema delle dimensioni. In media le imprese di street food contano 2 addetti. Una microtaglia che  consente di essere flessibili e reattivi alle richieste della clientela e, nel contempo, permette di contenere i costi. Tuttavia rende estremamente difficile crescere:  non si hanno abbastanza risorse da investire ed è difficile reperire capitali all’esterno.