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I pacchi di pasta da ora saranno più piccoli: che cosa sta succedendo?

Pasta – Street Food News

La pasta venduta ai consumatori sarà sempre meno nei pacchi. La notizia sta lasciando tutti senza parole. Ecco cosa sta succedendo.

Uno degli alimenti che non manca mai nelle diete, in particolare in quelle mediterranee, è la pasta. Tantissime persone preferiscono consumarne poca per restare leggeri o per via delle intolleranze ma la maggior parte della popolazione mondiale ne usa ogni giorno almeno per uno dei pasti principali.

La pasta è venduta in ogni parte del mondo, per eccellenza prodotto tipico italiano, è riconosciuta per la sua bontà e adattabilità ad ogni gusto, si può mangiare con qualsiasi ingrediente e dirle di no è quasi impossibile.

Oltre ai valori nutritivi, questo carboidrato è economico, basta pochissimo per recuperare un pranzo o una cena con un solo pacco di pasta e un ingrediente, a volte basta anche dell’olio d’oliva e del formaggio grattugiato per avere un primo semplicissimo, essenziale ma che piace comunque a tutti.

La pasta è sempre e comunque acquistata ma negli ultimi anni un cambiamento radicale ha cambiato le preferenze dei consumatori nei suoi confronti e la sua produzione, come il suo mercato, sono cambiati notevolmente. Vediamo di cosa si tratta.

Il peso della pasta è cambiato

Da anni si è iniziato ad avvertire in modo evidente, un cambiamento nel consumo della pasta. Si tratta del suo peso alla vendita, in particolare i nuovi tipi di pasta venduti negli ultimi anni nei supermercati sembrano avere un peso diverso rispetto ai tradizionali marchi dello stesso prodotto che hanno un peso di 500 grammi e 1 kg.

Attualmente i pacchi di pasta, quelli caratterizzati da diverse farine e nutrienti, sono in confezioni da 400 grammi e il motivo sembra poco chiaro a moltissimi consumatori. I formati sono dunque cambiati e di conseguenza anche il prezzo al chilo, questo è aumentato.

Pasta più costosa – Street Food News

Perché è cambiato il peso della pasta?

La pasta consumata oggi è venduta in pacchi da mezzo chilo del 20% più piccoli rispetto alle dimensioni e formati generalmente venduti. I motivi di questa scelta di marketing sembrano essere dettati dall’uso di grani particolari, pregiati e farine di cereali di diversi tipi.

Un esempio è il pacco da 500 g di spaghetti Barilla venduto a 1,20 euro a confronto con quella trafilata al bronzo che costa 1,50 euro per la confezione da 400 g. Ancora un pacco da 500 g di fusilli De Cecco costa 1,60 euro in confronto ad una confezione da 400 g dello stesso marchio ma ai 7 cereali che costa 1,80 euro.

Il motivo principale dunque che giustifica l’aumento del prezzo della pasta e la riduzione del peso delle confezioni, sembra essere l’origine delle materie prime usate che costano di più e sono di una qualità superiore rispetto alla classica pasta.

Serena Donadio