Delivery: la sopravvivenza dell’attività passa dal “gost kitchen”

Delivery: la sopravvivenza dell’attività passa dal “gost kitchen”

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Con i locali costretti a lunghi periodi di chiusura, tanti ristoratori e food truck stanno convertendo la loro attività per sopravvivere. Le “cucine fantasma” o gost Kitchen (format americano) possono rappresentare un’alternativa interessante ma per riuscire, oltre alla qualità dei piatti, servono marketing e tecnologia.

Ma come funziona esattamente una ghost kitchen? I clienti possono ordinare sulle piattaforme di delivery  e ricevere a casa le pietanze dal loro locale preferito (un po’ come succede adesso). Sia sulle app che sui siti, se disponibile, è possibile scegliere anche l’orario di consegna in modo da organizzare al meglio i propri impegni. Le modalità di pagamento sono le solite: carta di credito, contrassegno o PayPal.

Questa tendenza ha portato a un incremento notevole della qualità dei piatti: secondo i ristoratori che hanno scelto questa strada, il risparmio su vettovaglie, personale di sala e spese varie è tale da poter permettere agli chef di acquistare prodotti e macchinari all’avanguardia per migliorare il proprio lavoro. In altre parole, investire in una cucina fantasma significa mettere tutto il proprio budget solo sulla cucina e sulla scelta degli alimenti da usare, offrendo ai propri clienti non solo la comodità di poter ordinare da mangiare direttamente da casa, ma anche di consumare un pasto di altissimo livello. CS