Alla scoperta del cibo da strada: il Culatello di Zibello

Alla scoperta del cibo da strada: il Culatello di Zibello

Il culatello è uno dei salumi più nobili della norcineria italiana: per la tecnica di lavorazione, lunga e delicatissima, perché viene prodotto con la parte più pregiata del suino, la noce della coscia

Condividi
 

Si tratta di uno degli insaccati più noti e celebrati, sul mercato arrivano soltanto poche migliaia di pezzi l’anno.

Il prodotto deve essere lavorato completamente a mano e stagionati senza l’ausilio di impianti di refrigerazione; per questo il culatello viene prodotto esclusivamente nei mesi invernali. Inoltre l’area di produzione del Consorzio è limitata al territorio degli otto comuni “storici” del culatello: Zibello, Busseto, Polesine, Soragna, Roccabianca, Sissa, San Secondo, Colorno.

Dopo la stagionatura, il culatello presenta una forma caratteristica a pera con un leggero strato di grasso nella parte convessa, imbrigliato in giri di spago tali da formare una rete a maglie larghe. Il colore al taglio è rosso uniforme con presenza di grasso di colore bianco tra i fasci muscolari.

Al naso, a seconda della stagionatura, il culatello presenta note muschiate più o meno evidenti, a volte coperte dalle sensazioni alcoliche rilasciate dal bagno di vino in cui viene immerso prima di essere affettato. In bocca offre un bouquet aromatico molto complesso, che va dal dolce quasi mielato iniziale sino alla percezione di sfumature speziate nel retrogusto.
Stagionalità

Il periodo migliore per la produzione va da novembre a gennaio; la stagionatura minima prevista è 18 mesi. Lo si può gustare come prelibatezza negli eventi di street food, all’interno di un panino oppure insieme ad altri gustosi ingredienti.